Tempo fa, Collider è statao invitato a partecipare ad una visita sul set del film di The Apparition, dove l’attrice Ashley Greene ha trascorso un po’ del suo tempo parlando con loro. Durante l’intervista, ha parlato di come il suo personaggio è inserito nella storia, com’è stato girare nella città di Berlino, cosa le piace del genere horror, i suoi film horror preferiti, come mantiene il suo personaggio forte e attivo, come questo sia stato uno dei ruoli più difficili sia emotivamente che psicologicamente che abbia mai interpretato, e altri generi per cui le piacerebbe lavorare.
Di cosa parla questo film e che ruolo interpreti?
ASHLEY GREENE: Interpreto un personaggio di nome Kelly. Nel film vedrete me, Sebastian e Tom Felton. Interpretiamo Patrick (Felton), Kelly (Greene) e Ben (Stan). La storia comincia in modo normale, e si concentra molto sulla relazione tra Ben e Kelly. Siamo una giovane coppia innamorata. Stiamo per trasferirci nella casa dei miei genitori e per sistemare la nostra nuova vita scoprendo cosa vogliamo fare del nostro futuro. E questo esperimento, in cui erano coinvolte alcune persone, va nel verso sbagliato e finisce per attaccare altre persone. Il mio personaggio, affronta in modo specifico questo esperimento mal riuscito, e cerca di scoprire cosa e chi era coinvolto, cerca di scoprire le intenzioni della gente accanto a lei, cosa hanno fatto esattamente e cosa deve affrontare. La cosa buona di questo film è che, fino alla fine, rimani lì con i personaggi cercando di capire cosa sta succedendo. Ci sono un sacco di pieghe e curve.
Qual è la natura dell’esperimento?
GREENE: L’esperimento non coinvolge il mio personaggio, Kelly, ma uno degli altri personaggi sta praticamente cercando di fare un esperimento per oltrepassare i limiti e vedere se esiste un modo per creare qualcosa che non esiste, semplicemente credendoci. Questo personaggio fa un sacco di ricerche e ha parecchie macchine per vedere se riesce a creare qualcosa e, durante il processo, turba qualcosa di assai peggiore di un fantasma.
Com’è stato lavorare a Berlino?
GREENE: Berlino era molto fredda, ma fantastica. E’ stato bellissimo essere lontani da tutto e tutti. Sei come chiuso in una bolla e sei costretto a concentrarti. Il cast era davvero piccolo, ed è stata davvero una bella opportunità per stringere legami e conoscerci a vicenda. Ho decisamente dei bei ricordi di Berlino.
Joel Silver è mai venuto sul set? Vi ha mostrato in giro?
GREENE: E’ venuto sul set ma ci è rimasto poco, ma aveva un paio di altri film in porto, perciò andava e veniva. Ma il suo assistente, il quale ha lavorato anni, anni e anni con Joel, è stato colui che ha portato me e Sebastian in giro.
Ti piace lavorare nel genere horror?
GREENE: Si. Anche se Twilight parla di vampiri, è una storia completamente diversa dalle altre e non credo sia davvero classificabile come horror. Con The Apparition, la cosa bella è che lo hanno reso più un thriller psicologico che un sanguinante horror. Non ho particolare interesse nel farlo. Ma quando arrivano le parti più psicologiche che ti spaventano dal profondo, guardare film come questi, almeno per me, è molto più interessante e ti colpisce di più. The Apparition è qualcosa con cui non mi sono mai confrontata, è interessante vedere come ti relazioni con qualcosa e come ritrai qualcosa quando non hai ancora esperienza.
Hai qualche film o libro preferito di questo genere?
GREENE: Ho dovuto fare diverse ricerche quando ho iniziato questo film. Volevamo davvero relazionarci con qualcosa tipo Poltergeist. E’ un film classico. L’ho visto un sacco di tempo fa, e poi l’ho riguardato proprio prima di fare questo film. E’ successo che ho amato quel film. A suo tempo, ha cambiato un sacco di cose. E’ un fantastico film! Guardarlo ora, potrebbe piacermi di nuovo. Ho guardato anche Rosemary’s Baby. Questo è stato davvero un interessante e bel film. Questi sono i film che hanno cambiato ciò che facciamo nei film horror.
Hai notate qualche omaggio visibile a questi film mentre stai girando?
GREENE: Decisamente. Todd [Lincoln], il regista, ci ha dato una lunga lista di film, come Don’t Look Now e gli altri film che ho menzionato. Volevano fosse un film di un buon livello. Volevano fosse molto realistico. Le riprese sono belle. Credo che vedrete un sacco di similitudini con gli altri film.
C’è niente in questo film, tipo il clown di Poltergeist, che potrebbe spaventare le persone?
GREENE: Non c’è così tanta esposizione in questo film, come ce n’era con il clown. Ma, le cose che accadono colpiranno le persone nella loro casa, da sole, quando accadono certe cose, che siano scricchiolii, suoni o colpi, o che le persone cerchino disperatamente mandarlo via e dire, “Oh, ero solo io ad essere paranoico.” La gente, per qualche periodo dopo aver visto il film, si spaventeranno più facilmente, e faranno più domande rispetto ad ora.
Il tuo personaggio è più attivo, o è una di quelle ragazze che stanno lì in piedi e urlano?
GREENE: Assolutamente no, ecco perchè non voglio fare un normale film horror. Non credo accetterò nessun ruolo, in nessun film, dove c’è una ragazza che si limita a stare in piedi ad urlare. Una delle ragioni per cui questo ruolo mi piace è che il mio personaggio è molto attivo. É un personaggio molto forte, e ha molte voce in capitolo su ciò che sta succedendo o su quello che faremo, come ogni altro personaggio nel film. Siamo stati molto consci di questa cosa, abbiamo parlato e collaborato attraverso l’intero film. Di solito è l’uomo ad essere quello più forte, e in effetti Ben capisce un po’ più di Kelly cosa sta succedendo. C’è una tendenza a lasciare che sia l’uomo a comandare, e la ragazza a urlare e piangere. Ci sono un sacco di emozioni che proverà il mio personaggio, ma non è una ragazza stupida.
É un ruolo abbastanza fisico?
GREENE: Si lo è. É stato uno dei ruoli forse più difficili emotivamente e fisicamente. In Twilight c’era molta azione ma è una cosa diversa. Siamo stati un po’ spaccati, sbattuti in giro, e c’è stato un sacco di urti e lividi e muscoli dolenti.
Ma, urli comunque, no?
GREENE: Non proprio.
Neanche una scena?
GREENE: Ho combattuto, addentato e graffiato, per non far correre in giro questa ragazza urlando e piangendo tutto il tempo. Se urla, non è il solito, “Guardatemi, sto urlando.” É qualcosa di più di quel fastidioso rumore che esce dal tuo corpo. Ritengo che il silenzio sia a volte più spaventoso di qualcuno che urla.
Ti piace fare lavoro fisico e acrobazie?
GREENE: Si. Per quanto lo studio, le compagnie assicurative e tutti gli altri te lo permettano, cerco di fare tutto il lavoro per conto mio. Per me, è molto importante vivere ciò che vivono queste persone, al meglio delle mie capacità, così che io sia in grado di ritrarle. Puoi dire, “mi ricordo quando sono finita contro quella porta. Faceva un male cane!” Sai come si sono sentiti i tuoi muscoli. Fa male, ma è meglio averli i muscoli dolenti piuttosto che fingere di averli.
Da quando hai letto il copione quanto è cambiato? Ne sei rimasta attaccata, o hai dovuto improvvisare?
GREENE: Non c’era molto da correggere. Ci sono sempre alcuni piccoli casi. Le cose cadono quando non dovrebbero e tu reagisci al colpo, cose così. Abbia letto, scritto e riscritto e analizzato il copione. Uno dei problemi più grandi è stato che volevamo un audience che mentre guardasse il film non pensasse, “Questa stupida, stupida ragazza. Stupido ragazzo. Perchè non l’hai fatto e basta?” Una delle cose più spaventose è che troverete, al 99% delle volte, è che facciamo quello che farebbe qualsiasi altra persona normale, e questa cosa è inesorabile. É questa la parte terrificante. Abbiamo rivisto il copione così tante volte, ed è stata una grande collaborazione, è stato fantastico. Todd Lincoln, che l’ha scritto, è stato molto aperto e incredibile nel comunicare con me e Sebastian e Tom. Ci siamo seduti tutti quanti e abbiamo detto, “Che cosa avremmo fatto noi?,” abbiamo esaurito ogni opinione possibile, e ne è uscito quello che pensavamo fosse meglio.
Com’è interpretare una coppia che sta affrontando queste situazioni estreme insieme, e come influenza la loro relazione durante il corso del film?
GREENE: Fortunatamente, ce la caviamo. Abbiamo collaborato parecchio e parlato di dove volevamo che andassero, ma tutto quello che ne è uscito è una di quelle cose tipo, “Ciò che non uccide, fortifica.” [Conoscono anche loro Tiziano Ferro eheh] Inizia con questa coppia felice che ha fatto un passo avanti insieme. Sono una coppia di tutti i giorni. Giocano ai video games. E poi, ci sono queste piccole cose che ci mettono alla prova, e credo che sia lo stesso per qualsiasi relazione. Niente è perfetto per sempre. Inizia tutto come una luna di miele, e poi ci sono queste piccole cose che ti fanno guardare all’altra persona e dire, “Non sapevo che avresti potuto comportati in questo modo. In fondo quanto bene ti conosco?” Di sicuro è una cosa che accade nel film.
C’è un altro genere che ti piacerebbe esplorare prossimamente?
GREENE: Certo. Ho una storia molto diversa dalla maggior parte della gente, riguardo a come le cose mi sono capitate. É stato molto veloce, e facendo una ricognizione alla fine non mi è capitato molto. Ci sono così tante cose che non ho ancora fatto. Amo i film. Amo tutto di questa specie di avventura, e voglio sperimentarla tutta. Sono come un bambino in un negozio di caramelle. Voglio fare tutto quello che non ho ancora fatto. Voglio decisamente fare una commedia. Credo un musical sarebbe davvero divertente. Sto avendo voglia di fare un film d’azione. Quando fai un film, anche se non è una commedia o un film d’azione, lo assaggi un po’ alla volta e e ora voglio farlo del tutto. Perciò, stiamo cercando di scegliere i progetti giusti che mi lascino fare cose e creare una carriera, piuttosto che stare ferma solo una cosa.
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